Le Leggende

Leggenda del Lago di Monate

Anche il ridente lago di Monate racchiude tra le sue acque una bellissima leggenda:

Bianca, una dolcissima fanciulla di Osmate, si era fidanzata con un soldato che si trovava al fronte. La ragazza fedele, rifiutava le innumerevoli proposte di matrimonio che giungevano da ogni contrada e paese vicino. Ma la situazione divenne difficile quando Bianca rifiutò la richiesta del feudatario, uomo ricco e potente ambito da fanciulle da ogni dove. Ben presto l’ira dell’uomo si tramutò in un bando che prometteva la decapitazione a chi avesse fornito dell’acqua alla fanciulla e a sua madre, costringendo Bianca ad andare sino alla fonte del Monteggia. La madre si ammalò e la febbre peggiorava: Bianca decise, nonostante il freddo e il gelo, di andare dal despota per chiedere clemenza, ma l’uomo si rifiutò di aiutare la donna malata! Fu in quel momento, che la ragazza inginocchiata, si alzò e lanciò una maledizione sul feudatario e la sua famiglia: un forte uragano si abbatté sul feudo, facendo straripare il pozzo situato in cortile. L’acqua si innalzò allagando il giardino e lo stesso castello. Con lo spuntare dell’alba si presentò un nuovo paesaggio: era nato il laghetto di Monate!

 

Leggenda della Valle dei Passeri ( Taino)

Leggenda della Valle dei Passeri

Il Comune di Taino il cui nome significa “ Terra del Buon Vino” ( dal celtico Ta -buono e Vyn – vino) racchiude nella sua storia un’antica leggenda: si racconta che un eremita nascosto tra i boschi di Cheglio amasse passare il suo tempo tra preghiera e cura degli ammalati. Deriso e tormentato dagli abitanti pagani, venne soccorso da una miriade di passeri che scavarono un fossato che, riempendosi di acqua, si tramutò in un torrente da dove derivò il nome la “Valle dei Passeri”! Impressionati da questo “miracolo” il popolo fece ritorno alle proprie case smettendo di perseguitare l’eremita. In riconoscenza all’aiuto donato dagli uccelli, il vecchio dipinse nella piccola chiesa di San Damiano, la Vergine con i SS. Cosma e Damiano con una “corona” di passeri! Sembra, inoltre che gli abitanti di Cheglio, sentendo suonare le campane della chiesa di San Damiano avvicinandosi, trovarono l’uomo adagiato sulla soglia della chiesetta: era passato alla vita eterna accompagnato dal suono delle campane. Da questo fatto gli abitanti di Cheglio, Lentate e Capronno ogni 25 gennaio raggiungono il luogo in processione!

 

Leggenda di Re Laurino ( Monte Rosa)

Parlando del Monte Rosa non potevamo far altro che raccontarvi la leggenda del Re Laurino.

La leggenda di re “Laurino” ci racconta del perchè del Rosa di queste cime: tanti anni fa un popolo di nani, governati dal buon re “Laurino” abitavano sul massiccio del “Catinaccio”. La Splendida Figlia del re aveva un enorme campo di rose che curava assieme al padre (il nome tedesco del Catinaccio è Rosengarten, “giardino di rose”). Un giorno passò di lì il principe Latemar, sovrano dell’omonimo monte, che, vedendo il giardino di rose e domandandosi come potesse crescere in un luogo così tanto selvaggio e inospitale, decise di avvicinarsi. Vide così la principessa Ladina, intenta come ogni giorno a curare le coloratissime piante, e innamoratosene, la rapì. Quando re Laurino venne a sapere che gli era stata portata via la figlia, che amava più di ogni altra cosa al mondo, pianse tutte le sue lacrime e, prima di morire per il dolore, maledisse i fiori che avevano rivelato la posizione del suo regno e avevano causato il rapimento di Ladina. Poi, dopo aver ordinato che tutte le rose non fiorissero mai più né di giorno né di notte, morì. Ma nella sua afflizione, si era dimenticato dell’aurora e del tramonto, che da allora in estate ammantano i monti di rose colorate, al principio e al termine di ogni giornata.

Rocca di Angera e la Porta Segreta

.. raccontando della grotta delle fate una fantastica curiosità ci accompagna: si “favoleggia” che gli antichi Signori della Rocca di Angera avessero costruito un tunnel non solo sotterraneo ma anche sotto le acque del lago Maggiore: tale passaggio, celato da una “Porta Segreta”, conduce nel regno magico delle fate. …e si apre ogni 100 anni….ed è così che la nostra meravigliosa fanciulla è apparsa!!
…ora continuiamo a raccontare del nostro innamorato!

….Le mani sporche di terra disegnavano dei cerchi mentre scavavano, ed egli stesso come un animale che si rincorre la coda, girava su se stesso senza allontanarsi troppo dal punto dove ricordava aver visto aprirsi la porta. Scavò e scavò ma nulla accadde.La fronte madida di sudore, le mani escoriate, la schiena dolorante, ma tutto ciò era niente rispetto allo sconforto che sempre più si faceva largo nel suo cuore.Provò un intenso odio per l’uomo non ancora nato che tra cento anni avrebbe potuto fare la scelta che lui non aveva fatto. Era sicuro che questi avrebbe preferito la fanciulla, perché di certo non si sarebbe fatto sfuggire questa occasione. Provò risentimento verso se stesso per l’avidità che lo aveva indotto a scegliere il campanaccio per le bestie piuttosto che l’amore, e rabbia, tanta rabbia che gli si sprigionava dal volto teso come in una smorfia. Il suo era ormai lo specchio del suo cuore. Smise di scavare e sedutosi per riprendere fiato, alzò gli occhi al cielo. Pensò che forse una sincera preghiera sarebbe stata ascoltata e, più dell’ostinazione e quasi della prepotenza, avrebbe dato buoni frutti. Si rimise in ginocchio, ma questa volta con le mani congiunte ed il capo chino, cominciò a pregare.Le lacrime vennero giù mischiandosi al sudore, ma anche quel tentativo fu vano, si guardò attorno, nulla era cambiato. Furente si alzò e, stringendo i pugni verso l’alto, gridò forte:”Se il cielo non risponde alle mie preghiere e non da lì proveniva ciò che ho visto, allora a chi debbo rivolgermi? Che una visione tanto bella sia frutto non del bene ma degli inferi? Ed allora, voce che prevenivi dagli inferi, parlami ancora, ti prego parlami ancora”, ma tutto fu silenzio. Seguirono minacce ed imprecazioni dettate dallo strazio di un animo disperato. Corse quindi verso la Rocca e scagliò numerosi pugni sulla roccia che un tempo si era animata lasciandogli intravedere ciò che ora desiderava più di ogni altra cosa al mondo. Lo sconforto lo invase e per altre mille volte maledisse se stesso per la scelta fatta.Calava ormai il sole e dolcemente si posava dietro gli alberi: era la fine del giorno, ma non della ricerca che continuò per qualche giornata ancora, fino a quando le forze non lo abbandonarono per sempre.Da allora sembra che la porta non si sia più vista, ma nessuno può dirlo con sicurezza, perché non possiamo avere la certezza che il successivo fortunato avrebbe raccontato quale era stata la fonte sella sua fortuna, specialmente dopo lo scalpore che aveva suscitato il precedente episodio.

Vostra Zia Micky

Tra Fantasia e Pirati ai Castelli di Cannero

Raccontando di Castelli non possiamo non parlare di “Fantasmi” e strane curiosità: eccovene alcune sui Castelli di Cannero e i loro “Pirati”

Apparizioni di fantasmi, tra le vecchie mura oramai abbandonate dei Castelli di Cannero, con le loro urla ed esclamazioni da brivido, accompagnate dal suono metallico delle spade. Le battaglie tra fantasmi è il secolare ripetersi dell’assedio da parte della famiglia Viscontea al Castello, per l ‘annosa ricerca  del famoso tesoro dei Pirati “Mazzarditi”. Questi fratelli erano “temutissimi briganti” che con le loro scorribande abbordavano depredavano ogni  imbarcazioni e villaggio! Il tesoro non fu mai trovato ma solo, grazie ad un pescatore, una lastra di Marmo su cui era incisa:

Alle calende di maggio, all’alzare del sole, il tesoro si ritroverà”…..e diverse incisioni la cui interpretazione potrebbe far affiorare il Tesoro!

Un’ altra curiosità racconta che l’immagine del frate Benvenuto, gettato dalla rupe da Simoncello Mazzarditi, venga talvolta vista dalle barche dirette verso Cannero: tale rupe infatti è chiamata”Sasso Frate”. Se dovessimo passare tra Cannero e Cannobbio incontriamo il famoso “Orrido di Sant’Anna”, luogo dove i fratelli Mazzarditi gettavano i propri ostaggi: ma, troviamo anche, l’impronta miracolosa di San Carlo Borromeo!

Sulla rotta dei “Pirati” del Lago Maggiore solo legate le storiche  regate” dei Mazzarditi ” attorno alle quali aleggia un’atmosfera di ricordi, di battaglie ed avventure!

Articolo redatto da: Michela Cattini

Informazioni tratte dalla “Guida ai Misteri del Lago Maggiore” di William Facchinetti Kerdudo